

Per chi conosce lo yoga ma vuole decisamente saperne di più Lo yoga come via di ricerca ai tanti aspetti della vita della persona, scoperta di relazione con le energie interiori e del loro dominio attraverso il corpo.

Lo scopo di queste lezioni è quello della padronanza delle tecniche comuni che ricorrono all’ampio repertorio di cui lo yoga dispone che verranno differentemente presentate. Si può accedere a questo livello anche dopo una rapida acquisizione dei concetti posturali e di base.
QUI VENGONO RIPORTATE ALCUNI SPUNTI INTRODUTTIVI AL LIVELLO INTERMEDIO
LI POTETE STUDIARE PRIMA DI PARTECIPARE ALLA CLASSE
Chi si avventura in questo livello non si pone pregiudizi verso gli effetti fisici, energetici e psichici di questa antica disciplina. L’anatomia e la fisiologia, ovvero lo studio del corpo fisico e delle sue espressioni, trovano nelle asana, nei kryia, nelle loro sequenze, corredate da mantra e mudra, dei corrispettivi per un confronto sempre stimolante, di apertura verso un oltre culturale e di presenza senza confini in cui occorre fornirsi bene di competenza, rispetto e padronanza.
RESPIRAZIONE: KAPALABHATI
A livello di InfiniYoga Intermedio, è bene arrivare a perfezionare e padroneggiare ogni cosa cha abbiamo sperimentato e compreso precedentemente. Nel respiro dobbiamo riuscire, in questo percorso dopo aver sperimentato le diverse tecniche, effettivamente a fare PRANAYAMA ovvero a controllare il respiro. La tecnica più potente per gestire il diaframma è il KAPALABHATI. Anche questa respirazione migliora nel tempo, e dobbiamo pensare di riuscire a mantenerla per un periodo prolungato anche 30/60 minuti. Per arrivare a questi risultati occorre migliorare il comando sul diaframma. Kapalabhati è una tecnica che richiede una PLURIATTENZIONE, una complessa attenzione, alla postura, ai tempi di espirazione, alla quantità di aria spinta dolcemente ma vivacemente fuori, alla tenuta contemporanea dell’addome e del pavimento pelvico, all’osservare il terzo occhio durante tutto il tempo con lo sguardo interiore. Per poter riuscire con soddisfazione in questa tecnica ben oltre i 5 o 21 respiri conseguitivi occorre quindi qualche padronanza composita in più rispetto al livello base, ma è proprio in questo che la studiamo e la miglioriamo.
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ANATOMIA: LE CATENE CINETICHE
A livello di InfiniYoga Intermedio, è bene arrivare a padroneggiare non solo la conoscenza dei muscoli ma di quelle che sono le catene cinetiche, tutte.
Quasi tutti i muscoli sono legati ad altri lungo linee che formano la tensostruttura che avvolge e sostiene lo scheletro. Se voglio alzare intenzionalmente un piede, c’è un coordinamento muscolare che esprime questo movimento. Le catene principali sono: la catena anteriore e quella posteriore ma nello yoga che propongo utilizziamo per migliorare gli effetti di allungamento, abbondantemente anche le catene laterali e crociate, anteriori e posteriori. Sarà molto utile affrontare una qualsiasi ASANA studiando gli effetti sulle catene coinvolte per arrivare a percepire la rigidità di un particolare muscolo come possibile luogo di accumulazione di tensione in relazione ad una muscolo come in catena, laddove ciascuno di questi è da considerarsi nell’insieme delle fasce che rivestono il corpo in funzione posturale. A una fascia debole probabilmente corrisponde una opposta o corrispettiva catena forte, e preso atto dello squilibrio si evidenzierà il lavoro di riequilibrio delle ASIMMETRIE generate.
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TENERE: SIRSASANA
A livello di InfiniYoga Intermedio, oltre ai concetti base di tenere le posizioni, voglio introdurre anche l’idea di tenere in abbandono. CONTROLLO e ABBANDONO allo stesso tempo. Esemplificante di questo STATO che unisce due esperienze che abbiamo fatto separate a livello base è la posizione di SIRSASANA la posizione della testa. Se non riesco a padroneggiarla, la parola allora credo sia OSARE. Non ho nulla in contrario che questa venga sperimentata per le prime volte con l’ausilio di maestro Muro. Chiaramente con una posizione così critica per chi non la padroneggia utilizzerò un apprendimento graduale, prima partendo senza alzare le gambe, poi una al muro, poi entrambe al muro, e poi infine senza l’ausilio. Utilizzando lo slancio sempre più controllato dalla muscolatura dell’addome e della schiena, una volta portate le gambe sopra la testa, tutte le nostre certezze sono messe in discussione con il rischio, se non siamo più giovani di farsi davvero male. Ma giunti ad avere la posizione, con la corretta spinta a terra, si sentirà bene come la posizione delle gambe verticali è più facile di quella intermedia con le gambe anche solo leggermente inclinate, per questioni di scarico di peso a terra. Gli allineamenti studiati precedentemente, il tono muscolare, aiutano a gestire questa esperienza di controllo e di abbandono nello stesso tempo, dove potremo concentrarci sul respiro per prolungare sempre più questa bellissima esperienza calmante e rigenerante.
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SEQUENZA IMPEGNATIVA
Propongo una sequenza di riscaldamento e allungamento contemporaneamente
InfinitYoga
Con Lorenzo Montagnani